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Il seguente articolo é apparso sul Corriere del Ticino nello spazio
riservato ai lettori.
6563 Mesocco, 23.11.1999 OKKIO ALL‘INVASION Indipendence Day potrebbe essere l‘ennesima
trovata americana per far credere al mondo che il pericolo, per l‘umanità,
giunge dallo spazio e non che per caso nasca sulla terra stessa, magari dalle
loro stesse mani. Così ecco un mondo che non sa credere a nulla se non è la TV
ad affermarlo. Un mondo col naso all‘insù aspetta che gli extraterricoli ci
vengano ad invadere dallo spazio. Buffo però che pochi si rendano conto che in
fondo una specie di invasione è già in atto. Esseri che nessuno aveva mai
visto prima. Non vengono dallo spazio siderale bensì dalle provette di
laboratorio, nascono dalle grasse panze delle multinazionali che li partoriscono
in nome del progresso, crescono nei campi, nelle fattorie biotecnologiche,
viaggiano attraverso gli insetti, il vento, l‘acqua, cambiano le
caratteristiche degli esseri viventi, li trasformano. Non hanno un loro habitat
naturale. Sono nuove forme di vita innaturali che oggi stanno prendendo il
sopravvento sugli esseri che da sempre abitano la terra. E‘davvero troppo
parlare di invasione? Comunque, per il momento, ignorando la morte di qualche
noioso insetto, di temuti microbi, di qualche inutile pesce ed escludendo
qualche stupida allergia va bene così. Questi esseri bioingegnerizzati molto
discreti non amano far parlare troppo di se e per il momento fanno comodo;
producono sostanze chimiche, vaccini, plastica, farmaceutici e quasi non te ne
devi curare in quanto sono così perfetti che fanno quasi tutto da sé. Carini
no? Ma che accadrà fra qualche anno, quando ricopriranno milioni e milioni di
ettari del nostro straamato e ultrarispettato pianeta terra? Che ne sarà degli
insetti, degli uccelli, degli animali? Piuttosto difficile sapere cosa diavolo
succederà se prenderanno il sopravvento nei diversi ecosistemi. Nemmeno i padri
di questi esseri ne sanno più di noi. Chi evita i prodotti contrassegnati OMG
saprà di cosa parlo, chi il 22 novembre ha seguito il programma „Le mani sul
mondo“ su TSI 2, se non si sta rosicchiando il giornale in preda
all‘angoscia, ma legge queste righe, pure. Se l‘ingegneria genetica non è
salutare per la popolazione lo è certamente per le multinazionali, dunque
toglierei il „se“ che sta all‘inizio della frase ed invito a rileggerla.
Si dice che se qualcosa dovesse andare male sarebbe praticamente impossibile
rimediare agli errori e riparare i danni dell‘inquinamento genetico. Se non ci
si crede ora che si farà quando, e se, ci vedremo, nostro malgrado, costretti a
crederci?
Cordialmente
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